Addio vetuste pareti di lamiera.Mi batte il cuore come una grancassa mentre il braccio meccanico innalza il tuo cielo grigio, e le pareti tue sconquassa.Ancora adesso, nel passar, non manca di salutarvi il cuor mio da lontano, poiché m’allieta sol la vostra vista, e l’animo mi s’empie d’uno strano, vago sentor di pace e di conquista. Tra un po’ di voi non resterà più niente, segno che a questo mondo tutto passa, anche le cose brutte (meno male!).Mi viene voglia di prender le ferie e andare a picconar sui vostri resti, pieni di ragnatele e d’umane miserie.Si sente ancor l’odore degli onesti sudori dei tapini che han lavorato, chi più chi meno, tra quelle mura, mesti o birichini.Quanti anni di fatiche, di pensieri e, perché no, di gioie sbiadiscono così senza rimedio tra le nude lamiere.Addio, travi e listelli malandati, compiuto è il vostro tempo!E se la vostra fine è solo un passo verso un miglior futuro, punto da cui riparto e m’allontano meditabondo, non senza un ultimo, breve pensiero di nostalgia.Addio, vecchia baraccaPhotogallery “Addio, vecchia baracca”














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