Il prescelto…

Dopo una lunga serie di analisi, suggerimenti tecnici di Ale, soluzioni realizzative e funzionali di Carlo e cambiamenti di progetto in corso d’opera (ora l’attacco della biella non è più tra i due snodi, ma è stato spostato posteriormente oltre il secondo snodo per avere più agio e un angolo di inclinazione meno accentuato), abbiamo finalmente scelto la nostra cavia…

Un bel blocco di alluminio “pieno” dal quale andremo ad estrarre con l’uso di macchinari CNC (fresa, alesatore ecc…) il nostro snodo.

Il Carlino è già entusiasta al pensiero del lavoro che lo aspetta! Eh si, mentre io sto scrivendo, Carlo è già al lavoro per far uscire il capolavoro dalla grezza materia, potrei definirlo il Michelangelo del 21.mo secolo!

Speriamo oggi sia ispirato…

analisi?

Prime considerazioni pratiche

ok, ve l’avevo promesso… ed eccomi qui con le prime considerazioni tecnico/pratiche elaborate dopo il montaggio “brutale” dello snodo in legno del prototipo base…

 L’aggiunta dello snodo provoca (ovviamente) un leggero allungamento del carro posteriore (circa 2 cm) ed un innalzmetno del movimento centrale (7 mm) e di conseguenza anche del baricentro della bici.

L’allungamento del carro posteriore comporta un aumento della tensione della catena che risulta “più corta”; da valutare ne concreto la necessità di aggiungere una o al massimo due maglie di catena per riportarla all’impostazione iniziale.

Tuttavia la variazione della geometria della bicicletta determianta dall’aggiunta dello snodo non è tale da presentare criticità di assetti (le variazione degli angoli sterzo e sella sono inferiori al grado).

Agendo sulla sella per comprimere il carro posteriore, il primo effetto è quello di una rotazione dello snodo verso l’alto; si allunga ulteriormente la lunghezza del carro posteriore fino a quando la tensione della catena non “obbliga” l’intero carro ad attivare la compressione dell’ammortizzatore.

Ecco perchè il sistema equilink necessita, in presenza dello snodo sui foderi obliqui (unica reale variante rispetto agli altri sistemi VPP), della biella di congiunzione tra lo snodo e il bilancere. La biella infatti, vincola l’allungamento del carro dovuto alla rotazione dello snodo facendo sì che la forza si concentri solamente sull’ammortizzatore e permettendo al carro di ruotare in modo pressochè solidale.

Devo ancora verificare la variazione della curva di compressione e il movimento della ruota quando compressa, ma per questo ho bisogno di un paio di simulazioni al computer fatte da Mr Gu.

alla prossima….

Hygia Elite Hydraulic disk brake anodized red

Ecco qua l’ultimo arrivo…  oggi stavo pranzando quando mi ha suonato un corriere SDA che mi ah consegnato il gruppo freni Hygia Elite anodizzato rosso proveniente direttamente da Tuning Bikes MH (Germania - negozio on-line molto professionale e disponibile! :-) ).

set freni idraulici Hygia Elite rossi anteriore + posterioreOvviamente non ho resistito e ho aperto subito la scatola per controllarne il contenuto:
- set completo freno anteriore e posteriore (leva, tubazione areonautica, pinza)
- dischi a margherita
- set di viti
- adattatori PM/IS
- pompante di scorta

Ecco alcune foto:

La leva del freno è double face, nel senso che può essere montata indifferentemente sia a destra che a sinistra mantenendo comunque lo stesso aspetto estetico.
Questo grazie alla struttura simmetrica del corpo della leva che, a differenza della maggior parte degli altri freni a disco che l’hanno esposta verso l’esterno, in questo caso è contenuta direttamente all’interno del corpo.
L’accesso al serbatoio è attraverso la fascetta di bloccaggio al manubrio, quindi per accedervi è necessaro svitare la leva dal manubrio e svitare due viti a brugola del 2 che tengono il coperchio del serbatio ben avvitato.

Hygia Elite leva

Hygia Elite leva freno a disco

 hygia Elite leva freno

La pinza del freno è molto curata in monoblocco di alluminio, rigida e leggera.

Hygia Elite pinza freno a disco rossa  Hygia Elite pinza freno a disco

Il disco tagliato al laser e rettificato ha la pista alleggerita da una serie di fori e l’esterno lavorato stile “margherta”.

Hygia Elite rotore disco

Il peso di leve, tubi con olio, e pinza è al di sotto dei 700 gr.

Resta solo da vedere come funzionano quando saranno montati (tra un po’).

Cominciamo col prototipo

E dopo la matita si passa alla lima!

siccome ero troppo curioso di vedere l’effetto che fa… come dice una vecchia canzone…
sono passato da Renato e mi son fatto dare un bel pezzo di legno; ne ho trovato uno proprio delle dimensioni che mi servivano, e arrivato a casa ho cominciato a fare i fori e poi a togliere col seghetto le parti eccedenti…

ecco cosa ne è venuto fuori dopo circa mezz’ora di lavoro:prototipo snodo vpp / equlink in legno

L’ho ovviamente subito montato per vedere se ci stava e che cosa succedeva…

Pazza l’idea…

Navigando alla ricerca delle ultime novità in fatto di bici mi sono imbattuto in un sacco di articoli e commenti sugli svariati (troppi?) sistemi ammortizzanti usati: dal VPP di Santa Cruz e Intense al DW-link della Turner / Ibis passando per il DH-link di MDE ed il Maestro di Giant fino ad arrivare all’Equilink di Felt

E qui ho avuto una vera rivelazione: e se trasformassi la mia Manomano installando un sistema simile?

In fondo la struttura fondamentale dell’Equilink si basa sulla stessa base del parallelogramma che ha la mia Kona… basta aggiungere qualche pezzo in piu, semplice no?

Beh, la cosa ha cominciato a frullarmi nella testa a tal punto che mi sono dovuto mettere subito a prendere le misure di base per fare il primo schizzo dello snodo stile VPP (virtual pivot point) al quale poi agganciare la biella (in rosso) specifica dell’Equilink in questione…

schizzo dello snodo stile equilink da applicare alla mia Kona Manomano

Retrospettiva

So già che la maggior parte di voi ormai si starà chiedendo: ma di che cavolo sta parlando questo pazzo?

E’ presto svelato l’arcano: sto parlando della “mutazione genetica” che ho intenzione di apportare alla mia Kona Manomano custom del 2002!

Ho sempre sognato di avere una full suspended seria… a dir la verità ho una full dal 1994 (con snodo a metà del tubo verticale che provocava un evidente effetto dig-in / bobbing e rendeva la sospensione non attiva), quando le full che circolavano erano più una rarità che altro…

Ma si sa… nell’ultimo decennio di cose ne son cambiate e quindi il mio desiderio era di provare una full “seria”. Quindi un bel giorno mi son deciso e a febbraio di quest’anno ho acquistato su e-bay questo telaio di seconda mano a un prezzo decisamente conveniente.

Il telaio non era nel massimo della forma (qualche graffio, un paio di ammaccature), ma era perfettamente funzionante così come l’ammo (un Fox float R). Per farla breve l’ho montato come vedete con alcuni pezzi nuovi ma all’insegna della parsimonia (freni a disco Hayes H2 – cambio e comandi Sram sx4) soluzione che mi ha permesso quest’anno di gustarmi vari tracciati all-mountain.La mia Kona Manomano 2002 custom

Eppure… sento che potrei godermi ancora di più le mie escursioni se avessi un mezzo più performante, ma al tempo stesso mi sono già affezionato a questa mia creatura… e allora che fare?

Semplice: si ricomincia da capo! Il mio progetto è quello di riconfigurare la bici, non solo a livello di componenti, ma modificando anche il sistma di sospensione: attualmente sfrutta un sistema a parallelogramma a 4 punti.

Dedicato a…

Questo Blog è dedicato prima di tutto ai miei compagni di avventura / sventura che condividono in modo più o meno concreto ed assiduo la mia passione per la mountainbike, oppure che semplicemente sopportano i miei nauseanti racconti delle vicissitudini su due ruote: (in ordine sparso)

1 – Mr Gu (alias Alessandro Guerreschi): la new entry che si difende bene

2 – “Belli Capelli” Carlo Cigala (attualmente in “manutenzione” ai box  causa ginocchio malandato) x la sua tenacia – la sua frase immancabile è: “… tanto l’anno prossimo ve la faccio vedere io!”

3 – Mr Wo – Jappo (Giorgio Villa) – l’eterna promessa (cioè: ti prometto che appena posso esco anche io con voi…)… è vero ma lui è più un uomo da freestyle, vero Jap?

4 – Claudia (mia moglie) che sopporta le mie fuggite in bici, che mi fa la lavatrice quando torno a casa infangato e che quando le ho detto dell’idea di questo blog mi ha guardato perplessa con aria da commiserazione…

Inoltre tutti i contenuti tecnico-descrittivi dei miei post che spiegheranno l’insana idea che ho in mente di realizzare sono dedicati a:

-         Tutti coloro che amano la loro vecchia mountainbike al punto tale che la parola “rottamazione” è considerata al pari di una bestemmia.

-         Tutti quelli che passano notti insonni immaginando qualcosa che si avvicini al più evoluto, super-performante, sempre-attivo, dei punti d’infulcro virtuale o simili amenità…

-          Quelli che desiderano un tuning per la propria bici al punto che tutti dovrebbero girarsi per guardarla quando passano…

Il mio obiettivo è dimostrare a loro che si possono ottenere tutti e tre gli obiettivi contemporaneamente su un’unica bici!!
Impossibile? State a vedere…! ;-)

Ouverture

Ok… lo ammetto, ai più questo blog sembrerà una cosa da matti…
e in fondo quando ci penso a volte lo credo anche io…

Ma per quelli che le “ruote grasse” ce l’hanno nel sangue…
Beh, allora…

Potranno trovare tra i miei post qualche scheggia delle loro idee e pazzie, e perché no, anche un po’ dei loro sogni…